Il tema guida del Concorso è di grande attualità

Il rapporto tra strutture di ricerca tecnico-scientifiche e mondo della comunicazione è sempre più al centro dell’attenzione sia delle imprese che del mondo culturale. Il cosiddetto “tecno-umanesimo” ha bisogno sia di bravi tecnici, sia di giovani creativi.

 

Il marketing comunicazionale entra sempre più nelle strutture di ricerca, sia scientifiche, sia ingegneristiche. E determina cambiamenti significativi anche nel mercato del lavoro. Uno recente studio di Confartigianato prova a immaginare come la pandemia potrebbe cambiare lo scenario occupazionale, stimando che nei prossimi 5 anni oscillerà tra 1,8 e 2 milioni di unità la domanda di nuovo impieghi delle piccole imprese, ovvero il 63% del fabbisogno totale dell’economia nazionale (per il 33% lavoro autonomo). Si tenta di tracciare i lavori che saranno più richiesti nel dopo-Covid dalle piccole imprese italiane (1,3 milioni di aziende fino a 50 addetti, il 99,4% del totale, per un complesso di 2,7 milioni di lavoratori). I tassi di crescita medi annui più elevati dovrebbero essere nelle filiere di informatica e telecomunicazioni. Ai quali si aggiungono formazione e cultura. Quanto alle capacità richieste ai nuovi lavoratori, fattore trasversale a tutti i campi di lavoro sono le competenze digitali. Un ulteriore, importante elemento il fatto che cresceranno sia nelle piccole aziende che nell’industria e nei servizi tanto le competenze “green” come le capacità di saper comunicare l’impegno per l’innovazione. Le Accademie di Arte e comunicazione diventeranno quindi sempre più dei riferimenti, a livello di risorse umane  e progetti comuni, per l’intero scenario dell’industria e delle loro strutture R&D.

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